Un uomo mascherato in una cella della Bastiglia, l'Uomo dalla Maschera di Ferro

Chi era l’Uomo dalla Maschera di Ferro? Le teorie sulla sua identità

Il 19 novembre 1703 morì, alla Bastiglia, un uomo di cui nessuno conosceva il vero nome. Lo avevano tenuto prigioniero per trentaquattro anni, spostandolo di fortezza in fortezza attraverso tutta la Francia, con un solo ordine costante: che il suo volto non fosse mai visto e la sua identità non fosse mai rivelata. È la storia dell’Uomo dalla Maschera di Ferro, uno dei misteri irrisolti più longevi della storia europea.

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Il racconto completo, in formato narrazione lunga, è disponibile nel video qui sopra. In questo articolo ripercorriamo i fatti principali e le tre teorie sulla sua identità che storici e scrittori hanno proposto negli ultimi tre secoli.

In questo episodio
  • 1669Il prigioniero senza nome
  • —Il governatore fedele
  • 1703L’ultimo viaggio: la Bastiglia
  • —Le tre teorie sulla sua identità
  • —Perché ancora oggi non lo sappiamo

L’uomo dalla maschera di ferro: il prigioniero senza nome (1669)

Nel 1669, dalla corte di Luigi XIV a Versailles, partì un ordine riservatissimo diretto al forte di Pinerolo, fortezza alpina oggi in Piemonte. Il marchese di Louvois, ministro della guerra, lo indirizzò a Benigne d’Auvergne de Saint-Mars, governatore della fortezza: un prigioniero senza nome doveva essere tenuto in isolamento totale, senza contatti con l’esterno. Se avesse rivelato la propria identità, le guardie avevano l’ordine di ucciderlo sul posto.

L’uomo era stato arrestato nei pressi di Calais a fine luglio di quell’anno. Negli atti compare il nome Eustache Dauger, ma anche questo dettaglio non è mai stato confermato con certezza dagli storici. A Pinerolo si trovava già un altro celebre recluso, Nicolas Fouquet, l’ex sovrintendente alle finanze caduto in disgrazia: per un periodo il prigioniero mascherato gli fece persino da valletto, un dettaglio che gli storici hanno usato a lungo per ipotizzarne il rango sociale.

Il governatore fedele

Per oltre trent’anni, la carriera di Saint-Mars ebbe un solo filo conduttore: la custodia di quell’unico prigioniero. Da Pinerolo a Exilles (1681), poi all’isola di Sainte-Marguerite al largo di Cannes (1687), Saint-Mars seguì personalmente ogni trasferimento, con percorsi studiati per evitare ogni contatto con l’esterno. Sull’isola, le finestre della cella vennero in parte murate; le guardie stesse non sapevano chi custodissero.

Fu in questi anni che il prigioniero cominciò a indossare, nei trasferimenti lungo le strade pubbliche, una copertura per il volto: non ancora la rigida maschera di ferro della leggenda, ma un velluto nero. Saint-Mars non lasciò mai trapelare nulla: nessuna lettera privata, nessuna confidenza sopravvissuta fino a noi.

Dipinto di un uomo con barba e berretto blu, con una maschera nera sugli occhi, in una cella di pietra illuminata da una candela
Illustrazione di fantasia: un prigioniero con una maschera nera sul volto; i documenti d’epoca parlano di una maschera di velluto usata solo negli spostamenti.

L’ultimo viaggio: la Bastiglia

Nel 1698 Saint-Mars venne nominato governatore della Bastiglia, nel cuore di Parigi, e portò con sé l’uomo dalla maschera di ferro per l’ultima volta. Alla Bastiglia venne alloggiato nella torre della Bertaudiere, in una cella riservata ai detenuti di alto rango: un letto, mobili di buona fattura, pasti dignitosi, persino un liuto per passare le ore. Un trattamento che stride, ancora oggi, con la severità delle regole di isolamento imposte fin dal primo giorno.

Dipinto di una fortezza con torri e fossato di notte, illuminata da torce, con guardie e carrozze sulla strada
Illustrazione di fantasia di una fortezza di notte, a evocare la Bastiglia dove l’uomo dalla maschera di ferro morì il 19 novembre 1703.

Il 19 novembre 1703, dopo trentaquattro anni di prigionia, l’uomo dalla maschera di ferro morì. Sul certificato di sepoltura i funzionari registrarono un nome falso: “Marchioly”. Nelle settimane successive, le pareti della sua cella vennero raschiate e riverniciate, i mobili bruciati, ogni oggetto che avesse toccato distrutto: non normale routine amministrativa, ma una cancellazione sistematica di ogni possibile traccia.

Le tre teorie sulla sua identità

Il fratello segreto di Luigi XIV

È la teoria più famosa, resa celebre da Voltaire nel Settecento e poi trasformata da Alexandre Dumas nel romanzo “Il visconte di Bragelonne”: un fratello, forse gemello, del re, nascosto per evitare dispute sulla successione al trono. È una storia narrativamente perfetta, ma la maggior parte degli storici la considera un’invenzione letteraria: non esiste alcun documento d’epoca che confermi la nascita di un secondo figlio da Anna d’Austria nel 1638, un evento che all’epoca sarebbe stato osservato da decine di testimoni.

Il conte Mattioli

Meno nota al grande pubblico ma storicamente più documentata nelle premesse, questa teoria riguarda il diplomatico mantovano Ercole Antonio Mattioli, arrestato nel 1679 per aver tradito un accordo diplomatico sulla fortezza di Casale. Il problema è cronologico: Mattioli morì nel 1694, nove anni prima della morte registrata alla Bastiglia nel 1703. Per la maggior parte degli storici, questo rende impossibile che sia la stessa persona del prigioniero arrestato nel 1669.

Eustache Dauger, il valletto

È la teoria che oggi la maggior parte degli storici considera più probabile, pur senza prove definitive. Secondo questa ricostruzione, l’uomo dalla maschera di ferro era davvero un valletto arrestato non per chi fosse, ma per cosa sapeva, forse legato a scandali di corte come il celebre “affare dei veleni” o a segreti diplomatici del ministro Louvois. È una teoria meno spettacolare di quella del gemello, ma quella che meglio si accorda con i documenti realmente sopravvissuti.

Dipinto di un uomo con berretto e abito scuro di spalle che legge un foglio in un corridoio di pietra illuminato da una candela
Illustrazione dell’episodio: un uomo di spalle che legge un foglio in una cella, a evocare il valletto Eustache Dauger.

Perché ancora oggi non lo sappiamo

Tre ragioni spiegano perché, a più di trecento anni di distanza, il mistero resti irrisolto. La prima è la distruzione deliberata delle prove, eseguita con un rigore quasi maniacale subito dopo la morte del prigioniero. La seconda è l’eccesso di informazioni del tipo sbagliato: i documenti dell’epoca, come il registro del luogotenente della Bastiglia Étienne Du Junca, parlano di una maschera di velluto nero, e l’immagine della maschera di ferro nasce con Voltaire, che nelle Questions sur l’Encyclopédie del 1771 propone anche il fratello maggiore illegittimo del re. Da lì in avanti, ogni generazione di scrittori e poi di registi ha aggiunto un proprio strato alla leggenda, allontanandola sempre di più dai pochi documenti reali sopravvissuti.

La terza ragione è che le uniche fonti dirette sopravvissute, gli ordini di Louvois e la corrispondenza di Saint-Mars, non contengono mai un nome: chi scriveva quei documenti sapeva bene cosa non doveva restare scritto. Non sapremo mai, con certezza, chi fosse davvero l’Uomo dalla Maschera di Ferro. Il caso resta aperto da più di tre secoli: dai tempi di Voltaire non è emerso nessun documento nuovo dagli archivi francesi, e la distruzione delle prove ordinata nel 1703 rende improbabile che ne emerga uno in futuro.

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Cosa dicono i documenti: il registro della Bastiglia e le ipotesi su Dauger

Il documento più vicino al prigioniero è il registro del luogotenente della Bastiglia, Étienne Du Junca. Secondo Wikipedia, che lo cita, Saint-Mars prese servizio il 18 settembre 1698 e portò con sé in lettiga “un vecchio prigioniero”, che fu sistemato nella torre della Bertaudière. Alla morte, il 19 novembre 1703, Du Junca scrisse nel registro del “prigioniero sconosciuto con la maschera di velluto nero”. Anche History Hit e Atlas Obscura dicono che la maschera era di velluto, non di ferro, e History Hit precisa che il prigioniero la portava solo quando poteva essere visto. La maschera di ferro, scrive History Hit, è un’invenzione di Voltaire.

Sull’identità, la tesi dello storico Jules Lair, nel 1890, fu la prima a indicare in Eustache Dauger un valletto: secondo History Hit e Wikipedia lo identificò con l’uomo dalla maschera di ferro, e gran parte degli studiosi allora rifiutò di credere che un personaggio tanto protetto fosse un semplice valletto. Nel 2016 lo storico americano Paul Sonnino ha proposto, secondo Atlas Obscura e Wikipedia, che Dauger fosse il valletto del tesoriere del cardinale Mazarino, Antoine-Hercule Picon, e che fosse stato arrestato per proteggere un segreto: Mazarino si sarebbe arricchito in parte rubando denaro alla regina d’Inghilterra Enrichetta Maria, e Luigi XIV cercava in quel momento di convincere gli inglesi a unirsi alla guerra contro gli Olandesi. È l’ipotesi di un solo studioso e va letta come tale.

C’è infine la lettera della principessa Palatina. Il 10 ottobre 1711 la cognata di Luigi XIV scrisse alla zia Sofia di Hannover che l’uomo dalla maschera di ferro aveva “due moschettieri al fianco, pronti a ucciderlo se si toglieva la maschera”, come riporta Wikipedia: è un resoconto scritto otto anni dopo la morte del prigioniero, e non dice da chi la principessa lo avesse saputo.

Le fonti

Fonti usate per il fact-check dell’episodio. I link portano a pagine aperte e controllate; dove le fonti divergono, o dove un’ipotesi è di un solo studioso, lo diciamo nel testo.

  • Wikipedia, Man in the Iron Mask, voce dell’enciclopedia, consultata l’11 ottobre 2026 come indice di partenza, 2026. la voce più ricca di note su registri, lettere e candidati
  • Josephine Wilkinson, 10 Facts About The Man in the Iron Mask, History Hit, 2026. la maschera di velluto, “solo un valletto” e Jules Lair
  • Erik Shilling, Professor Solves 350-Year-Old Mystery Behind The Man in the Iron Mask, Atlas Obscura, 2016. la tesi dello storico Paul Sonnino
  • Kacey Deamer, Mysterious ‘Man in the Iron Mask’ Revealed, 350 Years Later, Live Science, 2016. la stessa tesi di Sonnino, da un altro giornale
  • Encyclopaedia Britannica, The man in the iron mask, voce dell’enciclopedia, 2026. Dauger e Mattioli come le due identità più plausibili
  • Paul Sonnino, The Search for the Man in the Iron Mask, libro, 2016. l’ipotesi su Dauger e il tesoriere di Mazzarino
  • Voltaire, Questions sur l’Encyclopédie, opera in più volumi, 1771. la tesi del fratello maggiore illegittimo di Luigi XIV

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