Il centro di ricerca Xerox PARC dove nacque l'interfaccia grafica poi ripresa da Apple

Steve Jobs rubò l’idea a Xerox? La vera storia del PARC

Nel dicembre del 1979 un gruppo di persone arrivate da una piccola azienda chiamata Apple varcò le porte dello Xerox PARC, il laboratorio di ricerca di Palo Alto. In circa un’ora videro il mouse, le finestre, le icone: tecnologie che sarebbero arrivate sul mercato di massa solo cinque anni dopo, con il primo Macintosh. La leggenda che ne è nata racconta un furto. I documenti raccontano un’altra storia.

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Prima di arrivare a quella visita, e a cosa accadde davvero quel giorno, vale la pena capire come un’azienda di fotocopiatrici sia arrivata a costruire il futuro dell’informatica personale, e perché non sia mai riuscita a trattenerlo.

In questo episodio
  • 1970Il laboratorio che il mondo non vedeva
  • 1979Un’azienda in cerca di capitale
  • 1979La visita che tutti raccontano
  • •Furto o accordo? Le due versioni
  • •Le altre invenzioni regalate

Lo Xerox PARC, il laboratorio che il mondo non vedeva (1970)

Nel 1970 Xerox controllava il 97% del mercato statunitense delle fotocopiatrici, ma una causa antitrust del 1975 la costrinse a cedere in licenza i propri brevetti ai concorrenti, Canon in testa. In quel clima di incertezza, il dirigente Jack Goldman convinse i vertici ad aprire un centro di ricerca lontano dalla sede, con un obiettivo vago quanto ambizioso: immaginare l’ufficio del futuro. Nacque così, nel 1970, lo Xerox PARC, il Palo Alto Research Center.

Guidato da Bob Taylor, reduce dal progetto ARPANET, il PARC funzionava come un campus universitario: niente orari rigidi, niente gerarchie visibili, stipendi generosi a scienziati liberi di inseguire le proprie idee. In pochi anni quel gruppo costruì il computer Alto: si controllava con un mouse, mostrava finestre e icone su schermo, ed era collegato ad altre cento macchine tramite una rete chiamata Ethernet. Nello stesso laboratorio, quasi in contemporanea, l’ingegnere Gary Starkweather lavorava alla prima stampante laser della storia. La sede centrale di Xerox, concentrata sul business delle fotocopiatrici, guardava a tutto questo con curiosità distratta.

Dipinto di un computer beige con tastiera, monitor con finestre sovrapposte e un mouse a due pulsanti, sotto una lampada da tavolo
Illustrazione dell’episodio: un computer da scrivania con finestre sullo schermo e un mouse; è una ricostruzione di fantasia, non l’Alto, che aveva un mouse a tre pulsanti.

Un’azienda in cerca di capitale (1979)

Nel 1979 una giovane azienda chiamata Apple, fondata tre anni prima da Steve Jobs e Steve Wozniak, si avvicinava alla quotazione in borsa. La divisione investimenti di Xerox propose l’acquisto di centomila azioni Apple per un milione di dollari. Jobs accettò l’accordo, ma pose una condizione: in cambio dell’investimento, Xerox avrebbe dovuto mostrare al suo team cosa si stava sviluppando dentro il PARC. Xerox accettò.

La visita che tutti raccontano (dicembre 1979)

Le visite furono in realtà due. Alla prima Jobs non era presente: fu l’ingegnere Jef Raskin, che dentro Apple lavorava già a un progetto con interfaccia grafica, il futuro Macintosh, a insistere perché il team la organizzasse, sperando di convincere Jobs a dare più risorse al progetto. Jobs partecipò solo alla seconda visita, condotta dal ricercatore Larry Tesler. Secondo il racconto dello stesso Jobs in un’intervista del 1995, quel giorno gli furono mostrate tre tecnologie: il linguaggio Smalltalk, la rete Ethernet e l’interfaccia grafica del computer Alto. Fu quest’ultima ad abbagliarlo al punto da fargli quasi ignorare le altre due.

Dipinto di cinque persone in cappotto che entrano di notte in un edificio illuminato con computer e apparecchi elettronici
Illustrazione di fantasia: un gruppo di persone entra in un edificio con computer e strumenti, a evocare la visita al PARC del dicembre 1979.

Furto o accordo? Le due versioni della storia

La versione più diffusa, messa in scena anche dal film per la TV “Pirates of Silicon Valley” (1999), racconta un’infiltrazione: Apple che si impossessa di un tesoro tecnologico che Xerox non sapeva riconoscere. I fatti raccontano altro. La visita fu il risultato di una trattativa commerciale negoziata mesi prima, non un’irruzione. E anche il mouse mostrato quel giorno non nacque al PARC: era stato inventato nel 1964 da Douglas Engelbart e Bill English allo Stanford Research Institute, e il PARC lo aveva perfezionato, non inventato da zero.

Fu la ricercatrice Adele Goldberg, responsabile del laboratorio Smalltalk insieme ad Alan Kay, a opporsi alla dimostrazione: temeva, a ragione, di regalare anni di ricerca a un’azienda esterna. Le fu ordinato di procedere comunque.

Xerox tentò davvero di commercializzare quelle tecnologie: nel 1981 lanciò lo Xerox Star, ufficialmente Xerox 8010, la prima interfaccia grafica completa venduta al pubblico. Costava oltre 16.000 dollari a postazione, e ne furono vendute appena 25.000 unità. Il Macintosh di Apple, arrivato nel gennaio 1984 a 2.495 dollari, ne avrebbe vendute milioni. Lo stesso Larry Tesler, che aveva condotto la demo per Jobs, lasciò Xerox nel 1980 per Apple, dove avrebbe inventato copia e incolla.

Le altre invenzioni regalate

Il mouse e le finestre non furono l’unica occasione mancata. Nel 1971 Gary Starkweather completò al PARC il primo prototipo di stampante laser, dopo che il suo capo diretto a Webster aveva vietato il progetto definendolo un giocattolo: questa volta Xerox seppe trattenerla, e la 9700, lanciata nel 1977, divenne uno dei prodotti più redditizi della sua storia.

Dipinto di un uomo che lavora a un banco dietro una tenda nera, attraversato da un raggio di luce rossa, in un’officina
Illustrazione dell’episodio: un uomo al lavoro dietro una tenda nera con un raggio rosso, a evocare gli esperimenti sulla stampante laser.

Andò diversamente per Ethernet: brevettata nel 1976 da Robert Metcalfe e tre colleghi, la rete fu lasciata sviluppare sul mercato aperto dalla 3Com, l’azienda che Metcalfe fondò nel 1979 lasciando Xerox. Lo stesso anno, il ricercatore Charles Simonyi lasciò il PARC per una piccola azienda di software di Bill Gates e Paul Allen, portando con sé le idee del suo editor di testo Bravo: nel 1983 sarebbero diventate Microsoft Word. E nel 1982 John Warnock e Chuck Geschke lasciarono Xerox, dopo anni passati a proporre invano ai vertici il loro linguaggio InterPress, per fondare Adobe: il loro primo prodotto, PostScript, avrebbe dato il via al desktop publishing.

Perché le grandi aziende lasciano scappare il futuro

I vertici di Xerox lavoravano tra New York e il Connecticut, a oltre quattromila chilometri dal PARC: ogni decisione doveva attraversare quella distanza, non solo geografica ma culturale. Anche Bob Taylor, il fondatore del laboratorio, si dimise nel 1983 dopo anni di scontri interni. Nel 1989 Xerox creò un fondo di venture capital interno, la Xerox Technology Ventures, che generò 219 milioni di dollari di plusvalenze ma non risolse il problema di fondo: portare l’innovazione dentro i prodotti core dell’azienda. Fu chiuso nel 1996.

Il professore di Harvard Clayton Christensen avrebbe descritto questo schema nel suo libro “Il dilemma dell’innovatore”: non sono le aziende incompetenti a perdere il futuro, ma quelle più razionali, che continuano a investire nel business che le rende già ricche. La stampante laser, vicina al core business delle fotocopiatrici, fu trattenuta. Tutto ciò che richiedeva di immaginare un’azienda diversa, il mouse, la rete, l’editor di testo, fu lasciato andare.

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Nel 2023 Xerox ha donato il PARC alla SRI International, lo stesso istituto in cui Douglas Engelbart aveva costruito il primo mouse quindici anni prima della fondazione del laboratorio. Nel 2024, un anno dopo, l’IEEE ha assegnato tre Milestone Award al computer Alto, a Ethernet e alla stampante laser: riconoscimenti arrivati quando Xerox aveva già lasciato andare quel luogo per sempre.

Cosa dicono le fonti: come nacque la visita e cosa fu davvero mostrato

Le fonti concordano sul fatto che la visita non fu un’irruzione. Il Raskin Center racconta che il braccio di venture capital di Xerox investì un milione di dollari in Apple in cambio del diritto di comprare centomila azioni prima della quotazione, e che in cambio Apple avrebbe mostrato a Xerox quello che sviluppava, ottenendo a sua volta uno sguardo al PARC. Newsweek riassume lo scambio con le stesse parole: i dirigenti di Xerox offrirono di comprare azioni di Apple in cambio di “uno sguardo nelle menti migliori del settore”. Wikipedia scrive che nel 1979 Jobs organizzò la visita in cambio della possibilità, per Xerox, di acquistare opzioni su azioni. Il Raskin Center aggiunge un dettaglio quasi sempre omesso: Jef Raskin contribuì a organizzare la parte di Apple.

Sul cosa fu mostrato, Wikipedia e il Raskin Center coincidono: l’ambiente Smalltalk-76, la rete e, soprattutto, l’interfaccia grafica con il mouse dell’Alto. Il Raskin Center sostiene però che il PARC trattenne il suo lavoro più avanzato e ricorda che l’Alto era un prototipo di ricerca, costoso e non commerciale.

Le scelte che resero riconoscibile il Macintosh, sempre secondo il Raskin Center, furono invece di Apple: la barra dei menu in cima allo schermo, il mouse a un solo pulsante contro i tre di quello del PARC (Wikipedia conferma i tre pulsanti dell’Alto), il cestino, il comportamento di clic e doppio clic. Il Raskin Center ricorda anche che Xerox fece causa ad Apple nel 1989 e che la causa fallì.

Le fonti

Fonti usate per il fact-check dell’episodio. I link portano a pagine aperte e controllate; dove i racconti divergono lo diciamo nel testo.

  • Raskin Center, The Xerox PARC Visit: What Apple Actually Saw, raskincenter.org, sezione The Mac Ideas, 2026. come fu organizzata la visita e cosa fu mostrato, dal punto di vista del gruppo di Jef Raskin
  • Wikipedia, Xerox Alto, voce dell’enciclopedia, consultata l’11 ottobre 2026 come indice di partenza, 2026. scheda tecnica dell’Alto e la visita del dicembre 1979
  • Newsweek, Who Really Invented the Personal Computer?, Newsweek, Special Edition The Founding Fathers of Silicon Valley, 2016. l’offerta di Xerox di comprare azioni Apple in cambio di uno sguardo al PARC
  • Philip Elmer-DeWitt, Raw footage: Larry Tesler on Steve Jobs’s visit to Xerox PARC, Fortune, 2014. la testimonianza di Larry Tesler, che condusse la dimostrazione
  • Engineering and Technology History Wiki, Oral-History: Adele Goldberg, ETHW, 2022. la responsabile del laboratorio Smalltalk del PARC racconta il suo lavoro
  • Computer History Museum, Adele Goldberg papers, catalogo del Computer History Museum, 2026. l’archivio di Adele Goldberg e dello sviluppo di Smalltalk
  • Michael Hiltzik, Dealers of Lightning: Xerox PARC and the Dawn of the Computer Age, HarperBusiness, 1999. la storia del PARC, citata anche nel box libro

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